L’hashtag è forse la più grande innovazione legata ai social network, un semplice simbolo che aggrega il mondo delle cose che c’interessano. Eventi, spettacoli, film, musica, libri, programmi tv, stili di vita, stati d’animo, ogni argomento, preceduto dal famoso cancelletto, può essere categorizzato e diventare così una chiave di ricerca cliccabile che raccoglie contenuti che si presume abbiano un relazione tra loro.
Nato quasi per caso nel microblogging per effettuare ricerche veloci e poi esteso ad altre App essenziali come Instagram, l’hashtag su Twitter è diventato una sorta di highlight che se utilizzato molte volte compare nei ‘trend topic’, argomenti che meritano di essere scoperti perché molte persone ne stanno discutendo.
Ovviamente le marche sono estremamente interessate ad intercettare (se non a creare) nuovi hashtag che possano diventare in poche ore dei tormentoni virali. #cliccamisevuoisaperedipiù o meglio cliccami se vuoi sapere cosa le persone scrivono su questo argomento. Da oggi l’hashtag sarà disponibile anche su Facebook che lo sta implementando come il proprio primo vero strumento di ricerca.
Facebook è un social network molto diverso da Twitter, in Facebook l’aggregazione di contenuti di marca oggi è soprattutto all’interno delle brand page, con l’introduzione dell’hashtag tutto questo protrebbe spostarsi nella pagina del search. E soprattutto l’introduzione dell’hashtag è in completa controtendenza rispetto alla graph search, un sistema evoluto che dovrebbe aggregare contenuti legati agli interessi, al luogo e alle informazioni socio demografiche.
Rispetto a Twitter, dove la maggior parte dei profili sono ‘aperti’, gli hashtag su Facebook riporterebbero solo risultati relativi a profili ‘pubblici’ che non sono certo la maggioranza. La cosa più evidente è che facebook intraveda ampi margini per lo sfruttamento pubblicitario degli hashtag. Le conversazioni attorno ad un hashtag potrebbero infatti essere intervallate da banner pubblicitari, oppure -come in Twitter- i trend topic potrebbero essere direttamente promossi dalle marche. Facebook per ora smentisce, staremo a vedere.

